TEATRO DELLA PAROLA
Dialogo a due voci, in tre atti di dodici sonetti,
per un totale di trentasei sonetti,
pari quattrocento\quaranta\due versi....
Protagonisti : Il Corvo, la Dama
Scena unica . Un tavolo, due sedie
Costumi: Nessuno
Senza suggeritore.....
TERZO ED ULTIMO ATTO
LA DAMA :
Il dao è tratto!!
Eroi del sotto\bosco
unitevi per scolpire
nuove rocce\arcobaleno.
La fantasia resta
l'unica presenza priva
del doppio taglio,
creare è sincerità.
Al cospetto del seme
scompare la fatica,
si dissolvono i sospetti,
amo tutto ciò che è vero
e continuerò la lotta....
( corvo nero ?! )
IL CORVO :
Ulula l'inferno
spezzandosi la bocca,
ma gravida la pietra
stupra le nazioni;
scrittore matto, folle follia,
egli pensa e ci conduce,
forse è molto equilibrato.
Resto solo, come sempre,
quattro unghie nella schiena,
stupidi politici nostrani....
( specie protetta )
Il corvo ride, dama bianca,
dall'alto osserva le paure,
orgasmo al centro.
LA DAMA:
Geloso sulla soglia
vedo un uomo che promette
mari e monti alla sua bella,
ma gli lascia le catene;
lei libera vorrebbe andare
incontro all'universo,
vorrebbe separarsi.
Io penso, dato che son donna,
a un'altra vita da partorire,
non voglio che l'incanto sieda
al tavolo dei penitenti;
io - specchio rifletto " Dei "
tranquilli nell'olimpo,
offro l'amore.
IL CORVO:
Ma perchè
ti nascondi invano
tra bianche perle e santità?!
Dovresti vivere all'aperto,
con le tue capacità
potresti aiutare il mondo.
Questa sera brilla
uno spirito veggente,
accende luci e rende grazie
al più mitico dei corpi;
maschio è l'altare posto
a solenne guardia della casa...
Così Dio s'è capovolto,
infrange il vetro.
LA DAMA:
Argini sfondati,
il fiume invade il campo,
al mente non è più sovrana
e il pensiero resta fisso; accade.
Non c'è niente di scontato,
questo o quel dottore
non importa, basta che sia bravo.
Poi tocca al paziente,
è lui che deve amare
( così sarà ricompensato )
la vita in ogni forma;
di fatto la malattia
non è molto importante
e sarà dimenticata.
IL CORVO:
Bene sorella mia
adoro quando ti stendi
sul prato a riposare,
rendi utila anche il nulla;
è sufficiente toccarti
per nascere di nuovo,
oggi come ieri...( poesia meravigliosa )
Quando l'angelo sotterra l'ascia
s'arrende l'anima ai poteri,
dunque controllare l'altro
diventa naturale;
non più sforzi per governare,
sarà una passeggiata,
si vivrà traquillamente.
LA DAMA:
Non divagare,
non riesci più a volare,
il mondo ti ha messo i lacci
e ora sei decapitato, è normale.
E' normale che la gabbia
ti tenga imprigionato,
è stata chiusa quella strada.
Ancora uno sforzo, dai!!
Poi sara felice,
nemmeno più ti accorgerai
d'essere stato preso a calci, anzi,
esprimerai riconoscenza,
la tua forza è nel lavoro....
Stato fatto?!
IL CORVO:
Presunzioni
nel quinto corpo
danneggiano la vita,
ma l'umiltà è una potenza;
orgia santa di mille mani
festeggia il giorno nuovo,
non perderò la principessa.
E comunque mi renderò
simile agli umani,
nessuno più domanderà
notizie sul mio conto;
e tu dama in calore,
alle mie voglie dunque
appesa, ti dileguerai.
LA DAMA:
Dilaga povero uomo,
di tutti sarai l'amico,
sposati col tempo e insegna
ciò che ti ho dettato;
pur vivendo la passione
non verrai contaminato,
ciò che è puro resta tale.
Per l'inganno non c'è posto
in quest'evoluzione,
solamente il verbo resta,
è la favola più antica;
non ti tireranno più le pietre,
riconosciuto in vita
vita stessa tu sarai.
IL CORVO:
Anch'io mi rivolgo ora
a chi mi sta creando,
volgio contattare
l'unica matrice;
altrimenti vana
sarebbe l'arte,
piccola e insicura.
Si tratta di rivestire
il pensiero di materia,
discesa è meditazione
ma il contenzioso è ancora qui,
occultismo o rivoluzione,
aperta e subito richiusa
diventa inutile la porta.
LA DAMA:
Chiediti piuttosto
( scrittore molto avanzato )
se davvero esiste un " oltre "
o se sei predestinato;
nato infinite volte e morto
è qualsiasi essere vivo,
la fine dei corpi non esiste.
Tra il prima e il dopo
la forma si sostanzia,
il cuore pulsando attiva
il circolo vitale; azione.
Successivamente una reazione,
aspira l'oggetto esterno
e diventa relativa.
IL CORVO:
Quando il gioco si fa duro...
E' inevitabile, succede,
tutto ciò che ci appartiene
domani non sarà;
la logica provvede,
la bandiera non c'è più,
è stato tutto conquistato.
Sette per sette ancora
ripetuto settanta volte,
così l'opera diventa seria,
il passaggio stretto è reso grande;
l'io è sensazionale,
non vorrei perderlo però
è lui che vuol morire.
FINE DEL DIALOGO
Sipario, luci accese sui due bambini,
si tengono per mano
e insieme intonano così :
Arim tei aal,
ormal rees ta-a - takè
marist eelast rame eah!
Gimnel teah carem nialst et
mundi erat domine in capo....
Amiste neeral goit-meer,
alande mass ocit nea,
ralas coti golem-ci
astar mei amor !!
OM PENSO, SI PENSO, PENSO, VIVO E SONO OM
ELIA NAT BABA ASHRAM
giovedì 16 dicembre 2010
mercoledì 15 dicembre 2010
IL CORVO, LA DAMA ( secondo atto )
TEATRO DELLA PAROLA
Dialogo a due voci, in tre atti di dodici sonetti,
per un totale di trentasei sonetti,
pari a quattrcento\trentadue versi...
Scena unica: Un tavolo, due sedie...
Costumi: Nessuno
( senza suggeritore )
SECONDO ATTO
LA DAMA:
affronterei
il disastro umano
ma Dio non lo permette;
infondo è Lui
che lo ha creato,
l'incanto gli appartiene...
( e poi venne la bestia )
Sempre diverso
nelle rappresentazioni,
elemento simbolico vitale,
il male è stato preso;
io l'ho ripudiato, è vero,
ma lui è rimasto.
IL CORVO :
Resto del parere
( azzurra luce d'altri mondi )
che la vita è degna
d'essere vissuta;
tanto più integrale
risulta essere l'approcio
quanto più è reale il mondo.
Sono daccordo, è vero,
comunque l'ignoranza esiste
e necessita di cure,
comune è la sostanza;
io accendo il cadelabro e leggo,
per me l'estasi è cultura,
disperde l'ombra.
LA DAMA:
Offrire resistenza
all'archetipo invasore
a volte è peggiorativo,
il simbolo non si dilegua;
io vivo nell'attesa
dell'atomo sospeso,
mia Madre fu una meretrice.
Il ricordo d'altre vite
s'affaccia sulla soglia,
l'iniziato vede
la propria evoluzione;
gente diversa,
antiche sfere,
attimi\poesia.
IL CORVO:
Resto sul ramo
e dall'alto osservo,
mi sposto solo per cacciare
vermetti con la bocca;
non cupo ma comunque
strappo il Cuore dei nemici,
concedo l'onore delle armi.
Non m'innamoro
ma adoro la bellezza,
rispetto la diversità,
la casa è la mia foresta;
donne del mondo,
figlie umide del sole:
Spogliatevi per me.
LA DAMA:
Quando
anche il Corpo cade
la materia si dissolve,
questione di apparenza;
esibire il proprio credo
è un bisogno primordiale,
segna limiti e distanze.
Ricevo gioia quando m'apro
alle dinamiche del mondo,
mi sento anonima e osservo
la chiesa con distacco;
questa mano ormai perfetta
incide il codice reale,
sono pluri\cellulare.
IL CORVO :
Forse non t'accorgi ( bella mia )
che il vento libero sussurra
parole docili d'amore
a tutto ciò che è manifesto;
ti condensi nel particolare
ma dove archivi tutto il resto?!
Riflettici, pensa bene,
credo che tu debba avere
miracoli nel cesto...
( quarto fiore sezionato,
regola Sua...)
A me piace l'avventura
dunque non ci vediamo spesso,
cambio ramo e volo via.
LA DAMA:
Ma quale strano verso
odo uscire dal tuo grembo,
non semplici parole
ma uno schema assai complesso;
non v'è certezza nella prole
figlia dei misfatti,
spesso il nero resta tale.
Gioca a scacchi il redentore
con la croce insnguinata,
vola alta verso il sole
la fede del germoglio;
il Santo Padre Illuminato
circoncise queste vesti
ed ora son più bella!!
IL CORVO :
Forse troppa vanità
materiallizza il sangue,
s'apre la ferita e scorre
quel liquido sul pane;
debbo dire che la luna
azzanna il sentimento,
per questo non esplode.
Amo il bello per amore
e non mi sento in colpa,
nonostante il mio colore spendo
cinque atomi di rosa;
attenzione scrittori miei,
qui c'è in serbo una sorpresa...
Elia vi aspetta!!
LA DAMA:
In un crescendo
di vortici e ballate
s'esprime l'arte nuova,
io vivo in un bosco fitto;
milioni di creature
dal sotto\suolo al cielo
popolano la mente.
Quando il mio lavoro
sarà riconosciuto
il sole alto splenderà,
vedrò Dio nella foresta;
io sono l'esperienza,
il gigante più longevo,
mi nutro solo d'acqua fresca.
IL CORVO:
Finalmente
piramidi centrate,
il diaframma nucleare investe
la fasi ultime del cerchio;
plano in terrazza,
m'affaccio e piango,
del " Pinelli " son porta\voce?!
Ora nel vento
Lui dissolto chiama
nuove anime alla festa...
Terra Promessa e Liberata?!
Giovani, prendete esempio,
non vi sottragga " Lo sballo " all'ideale,
Pensare è cosa giusta.
LA DAMA :
Vive d'omicidi il ragno
senza mai voltarsi indietro,
vomita chimere morte
fatte a pezzi sulla strada;
come vedi, amico mio,
anch'io mi esprimo bene,
ho molti chiodi nella testa.
Di " Leonardo " fui la musa
per l'immagine perfetta;
trono, fuochi, debolezza,
mi strinse forte quella mano...
( ma drammatico è il confronto )
L'arte oggi è relegata
al triste ruolo di comparsa.
IL CORVO:
Sono daccordo
ma non per questo evado
lontano dallo spazio,
resto ancora tra la gente;
un amore viscerale
mi sorprende tutta\via,
rinuncio alla sepoltura.
Aria, aria, amo respirare,
voglio perdemi sul monte,
acqua fresca e poche case;
la ruota gira senza sosta...
Arca, sinonimi, contrario,
una parola tira l'altra,
uccel poeta.
( FINE SECONDO ATTO )
Sipario, luci spente,
voce di una bimba fuori campo:
Mares tai nomet Elia,
tark sams moi,
ovalet miri-as-che,
giois valert niam...
Colisit miha alas-re,
marat enem orit
amba ales re?!
Amba ales ?!
OM PENSO, SI PENSO, PENSO, VIVO E SONO OM
ELIA NAT BABA ASHRAM
Dialogo a due voci, in tre atti di dodici sonetti,
per un totale di trentasei sonetti,
pari a quattrcento\trentadue versi...
Scena unica: Un tavolo, due sedie...
Costumi: Nessuno
( senza suggeritore )
SECONDO ATTO
LA DAMA:
affronterei
il disastro umano
ma Dio non lo permette;
infondo è Lui
che lo ha creato,
l'incanto gli appartiene...
( e poi venne la bestia )
Sempre diverso
nelle rappresentazioni,
elemento simbolico vitale,
il male è stato preso;
io l'ho ripudiato, è vero,
ma lui è rimasto.
IL CORVO :
Resto del parere
( azzurra luce d'altri mondi )
che la vita è degna
d'essere vissuta;
tanto più integrale
risulta essere l'approcio
quanto più è reale il mondo.
Sono daccordo, è vero,
comunque l'ignoranza esiste
e necessita di cure,
comune è la sostanza;
io accendo il cadelabro e leggo,
per me l'estasi è cultura,
disperde l'ombra.
LA DAMA:
Offrire resistenza
all'archetipo invasore
a volte è peggiorativo,
il simbolo non si dilegua;
io vivo nell'attesa
dell'atomo sospeso,
mia Madre fu una meretrice.
Il ricordo d'altre vite
s'affaccia sulla soglia,
l'iniziato vede
la propria evoluzione;
gente diversa,
antiche sfere,
attimi\poesia.
IL CORVO:
Resto sul ramo
e dall'alto osservo,
mi sposto solo per cacciare
vermetti con la bocca;
non cupo ma comunque
strappo il Cuore dei nemici,
concedo l'onore delle armi.
Non m'innamoro
ma adoro la bellezza,
rispetto la diversità,
la casa è la mia foresta;
donne del mondo,
figlie umide del sole:
Spogliatevi per me.
LA DAMA:
Quando
anche il Corpo cade
la materia si dissolve,
questione di apparenza;
esibire il proprio credo
è un bisogno primordiale,
segna limiti e distanze.
Ricevo gioia quando m'apro
alle dinamiche del mondo,
mi sento anonima e osservo
la chiesa con distacco;
questa mano ormai perfetta
incide il codice reale,
sono pluri\cellulare.
IL CORVO :
Forse non t'accorgi ( bella mia )
che il vento libero sussurra
parole docili d'amore
a tutto ciò che è manifesto;
ti condensi nel particolare
ma dove archivi tutto il resto?!
Riflettici, pensa bene,
credo che tu debba avere
miracoli nel cesto...
( quarto fiore sezionato,
regola Sua...)
A me piace l'avventura
dunque non ci vediamo spesso,
cambio ramo e volo via.
LA DAMA:
Ma quale strano verso
odo uscire dal tuo grembo,
non semplici parole
ma uno schema assai complesso;
non v'è certezza nella prole
figlia dei misfatti,
spesso il nero resta tale.
Gioca a scacchi il redentore
con la croce insnguinata,
vola alta verso il sole
la fede del germoglio;
il Santo Padre Illuminato
circoncise queste vesti
ed ora son più bella!!
IL CORVO :
Forse troppa vanità
materiallizza il sangue,
s'apre la ferita e scorre
quel liquido sul pane;
debbo dire che la luna
azzanna il sentimento,
per questo non esplode.
Amo il bello per amore
e non mi sento in colpa,
nonostante il mio colore spendo
cinque atomi di rosa;
attenzione scrittori miei,
qui c'è in serbo una sorpresa...
Elia vi aspetta!!
LA DAMA:
In un crescendo
di vortici e ballate
s'esprime l'arte nuova,
io vivo in un bosco fitto;
milioni di creature
dal sotto\suolo al cielo
popolano la mente.
Quando il mio lavoro
sarà riconosciuto
il sole alto splenderà,
vedrò Dio nella foresta;
io sono l'esperienza,
il gigante più longevo,
mi nutro solo d'acqua fresca.
IL CORVO:
Finalmente
piramidi centrate,
il diaframma nucleare investe
la fasi ultime del cerchio;
plano in terrazza,
m'affaccio e piango,
del " Pinelli " son porta\voce?!
Ora nel vento
Lui dissolto chiama
nuove anime alla festa...
Terra Promessa e Liberata?!
Giovani, prendete esempio,
non vi sottragga " Lo sballo " all'ideale,
Pensare è cosa giusta.
LA DAMA :
Vive d'omicidi il ragno
senza mai voltarsi indietro,
vomita chimere morte
fatte a pezzi sulla strada;
come vedi, amico mio,
anch'io mi esprimo bene,
ho molti chiodi nella testa.
Di " Leonardo " fui la musa
per l'immagine perfetta;
trono, fuochi, debolezza,
mi strinse forte quella mano...
( ma drammatico è il confronto )
L'arte oggi è relegata
al triste ruolo di comparsa.
IL CORVO:
Sono daccordo
ma non per questo evado
lontano dallo spazio,
resto ancora tra la gente;
un amore viscerale
mi sorprende tutta\via,
rinuncio alla sepoltura.
Aria, aria, amo respirare,
voglio perdemi sul monte,
acqua fresca e poche case;
la ruota gira senza sosta...
Arca, sinonimi, contrario,
una parola tira l'altra,
uccel poeta.
( FINE SECONDO ATTO )
Sipario, luci spente,
voce di una bimba fuori campo:
Mares tai nomet Elia,
tark sams moi,
ovalet miri-as-che,
giois valert niam...
Colisit miha alas-re,
marat enem orit
amba ales re?!
Amba ales ?!
OM PENSO, SI PENSO, PENSO, VIVO E SONO OM
ELIA NAT BABA ASHRAM
lunedì 13 dicembre 2010
LA DAMA, IL CORVO....( atto primo )
TEATRO DELLA PAROLA
Dialogo a due voci, in tre atti di dodici sonetti, per un totale di trentasei sonetti, pari a quattrocentotrentadue versi......
Protagonosti: Il Corvo, la Dama
Scena unica: un tavolo, due sedie
Costumi: nessuno
( senza suggeritore )
ATTO PRIMO
LA DAMA:
Scivola la notte
e come la sorte uccide,
la morte invece plasma
il prossimo vicino;
non c'è nulla di male a dare
bocconi in pasto al nulla,
ma scompare così una civiltà.
Dio verifica se stesso
del difetto che ha creato,
evolve così la sua pietà,
la misura è circolare;
sono stata sempre buona,
cosa vuoi serpente nero ?!
Vola via, lontano!!!
IL CORVO:
Porto neve
sulle alte vette
ma si scioglie il ghiaccio
a primavera;
quando il vento
cambia direzione
il mio leone raglia.
Sono venuto per strappare
denti buoni dalla bocca,
forte e chiaro è il mio messaggio,
non sono affatto un fannullone;
scappa, corri bianca dama
altrimenti " Io "reciderò il tuo fiore.
LA DAMA:
Temo e non temo
gli sbalzi del mio tempo,
mi sono a lungo preparata,
io fata del racconto;
gente adulta di ogni luogo
il tesoro vi appartiene,
rallentate la velocità.
Santa e non puttana
tengo l'ombra tra le mani,
affonderò i colori
nei silenzi di un mattino;
sia benedetto il cielo
e sia lucide le stelle, tomba
non mi troverai!!!!
IL CORVO:
Vigila
poetessa larga,
la rana ha l'oro in bocca,
sia fatta la sua volontà;
tu che hai fatto del peccato
umile bandiera
ora non riesci a vomitare.
Squisita croce,
sono paziente,
ci incontreremo dove
il nove è un sole nuovo;
autentico il padrone scrive
parole dal profondo
e così mi ha contattato.
LA DAMA:
Tra i tanti suoni
che ondeggiano nell'aria
alcuni son ballate,
voci chiare dall'interno;
non sono nuova
a queste trasmissioni,
le ricevo con piacere.
Vetta ricoperta
di frasi illuminate,
ogni scoperta è tentazione,
bombe devastanti senza nome;
dunque ora vedi
dove inizia il mio tormento?!
Sposa viva del difetto.
IL CORVO:
A me sembra
di vederti
sdraiata sull'amore,
sono antiche quelle panche;
modernità è confusione,
è caotica la legge,
il mio cuore è più leggero.
E poi, non sono forse ali
quelle che porto sulla schiena?!
Io non muoio mai
e rido a crepa\pelle;
fischia l'alba nuova
alla vista dei suoi figli,
l'uomo limpido si lava.
LA DAMA:
Rifletto l'aria
più fresca del mattino,
l'atomo frizzante entra
spalancando la finestra;
saran demoni o violette
le struttura appena nate,
odo canti e meraviglie.
Due diversi arcobaleni
complementari tra di loro,
nulla ci divide o forse tutto
ma non c'è lutto qui con noi;
non ho mai pregato tanto,
son cristiana ma non sembra,
tu sei un piccolo stregone.
IL CORVO:
Fatidiche lotte
contro fantasmi incappucciati,
stupori color rugiada
o percosse senza luce;
priva di sogni è questa
stagione martoriata....
( sentenzia l'oracolo gridando )
Morde l'aiuola un pazzo
brandendo la sua spada;
erbivoro è il bisonte,
mano morta allucinata;
vedo foglie sul davanzale,
l'estate sta finedo,
andrò sull'altro ramo.
LA DAMA :
Foza grida !!
Distilla la tua fede
latrando alla sfortuna,
corvaccio troppo nero !!
Moltiplica così l'impatto
del cadavere caduto,
immagine sbiadita sempre.
Il futuro aspetta che
arrivi il suo presente
e benevola la storia
non dimentica chi ha dato;
forse io sono ritardata
ma il corpo mi sussurra
centimetri di luna.
IL CORVO :
Miracoli
nel senza-tempo
già scavano la fossa,
rossa squadra di guardiani;
sbava regole sul muro
bianca dama illuminata,
il tuo seno è carta-pesta.
Non colpisce la freccia al centro
del sacro cuore d'alabastro,
Gesù si spezza i denti
cercando di volare;
non dimenticarti
di me sorella, torneremo
insieme a scuola.
LA DAMA:
Ricevo conferma
delle mie tribolazioni,
la voraginie si spalanca
e non riesco a ragionare;
ogni cosa che scrivo
acquista un senso,
è la logica di tutto questo.
Certo devo stare attenta
e non precipitare
quando la voragine si apre;
io fiammella equilibrata;
nonostante il grande caos
l'arte si vende a peso d'oro,
prova corvo!! prova!!
IL CORVO:
Certo che provo,
naturalmente,
il mio sogno è proverbiale,
dovrò stare molto attento;
scintilla il calice dei corpi
accecando la materia,
ogni legge ha un senso.
L'incantatore preme
per varcare quella soglia,
la sua forma pre\natale
offre soluzioni alla memoria;
sappi dunque bella\donna
che il cosmo è molto grande....
Ospita anche me.
FINE PRIMO ATTO
Sipario, luci spente,
voce di un bimbo fuori campo:
Nemis tarea
olti mes rate\ah,
ramnel - t mai rest,
gimnah cale maal;
amnat mist - reh tares,
oimats terak moi,
ritalt seil moss...
Alande mairt ness!!
OM PENSO, SI PENSO, PENSO, VIVO E SONO OM
ELIA NAT BABA AHSRAM
Dialogo a due voci, in tre atti di dodici sonetti, per un totale di trentasei sonetti, pari a quattrocentotrentadue versi......
Protagonosti: Il Corvo, la Dama
Scena unica: un tavolo, due sedie
Costumi: nessuno
( senza suggeritore )
ATTO PRIMO
LA DAMA:
Scivola la notte
e come la sorte uccide,
la morte invece plasma
il prossimo vicino;
non c'è nulla di male a dare
bocconi in pasto al nulla,
ma scompare così una civiltà.
Dio verifica se stesso
del difetto che ha creato,
evolve così la sua pietà,
la misura è circolare;
sono stata sempre buona,
cosa vuoi serpente nero ?!
Vola via, lontano!!!
IL CORVO:
Porto neve
sulle alte vette
ma si scioglie il ghiaccio
a primavera;
quando il vento
cambia direzione
il mio leone raglia.
Sono venuto per strappare
denti buoni dalla bocca,
forte e chiaro è il mio messaggio,
non sono affatto un fannullone;
scappa, corri bianca dama
altrimenti " Io "reciderò il tuo fiore.
LA DAMA:
Temo e non temo
gli sbalzi del mio tempo,
mi sono a lungo preparata,
io fata del racconto;
gente adulta di ogni luogo
il tesoro vi appartiene,
rallentate la velocità.
Santa e non puttana
tengo l'ombra tra le mani,
affonderò i colori
nei silenzi di un mattino;
sia benedetto il cielo
e sia lucide le stelle, tomba
non mi troverai!!!!
IL CORVO:
Vigila
poetessa larga,
la rana ha l'oro in bocca,
sia fatta la sua volontà;
tu che hai fatto del peccato
umile bandiera
ora non riesci a vomitare.
Squisita croce,
sono paziente,
ci incontreremo dove
il nove è un sole nuovo;
autentico il padrone scrive
parole dal profondo
e così mi ha contattato.
LA DAMA:
Tra i tanti suoni
che ondeggiano nell'aria
alcuni son ballate,
voci chiare dall'interno;
non sono nuova
a queste trasmissioni,
le ricevo con piacere.
Vetta ricoperta
di frasi illuminate,
ogni scoperta è tentazione,
bombe devastanti senza nome;
dunque ora vedi
dove inizia il mio tormento?!
Sposa viva del difetto.
IL CORVO:
A me sembra
di vederti
sdraiata sull'amore,
sono antiche quelle panche;
modernità è confusione,
è caotica la legge,
il mio cuore è più leggero.
E poi, non sono forse ali
quelle che porto sulla schiena?!
Io non muoio mai
e rido a crepa\pelle;
fischia l'alba nuova
alla vista dei suoi figli,
l'uomo limpido si lava.
LA DAMA:
Rifletto l'aria
più fresca del mattino,
l'atomo frizzante entra
spalancando la finestra;
saran demoni o violette
le struttura appena nate,
odo canti e meraviglie.
Due diversi arcobaleni
complementari tra di loro,
nulla ci divide o forse tutto
ma non c'è lutto qui con noi;
non ho mai pregato tanto,
son cristiana ma non sembra,
tu sei un piccolo stregone.
IL CORVO:
Fatidiche lotte
contro fantasmi incappucciati,
stupori color rugiada
o percosse senza luce;
priva di sogni è questa
stagione martoriata....
( sentenzia l'oracolo gridando )
Morde l'aiuola un pazzo
brandendo la sua spada;
erbivoro è il bisonte,
mano morta allucinata;
vedo foglie sul davanzale,
l'estate sta finedo,
andrò sull'altro ramo.
LA DAMA :
Foza grida !!
Distilla la tua fede
latrando alla sfortuna,
corvaccio troppo nero !!
Moltiplica così l'impatto
del cadavere caduto,
immagine sbiadita sempre.
Il futuro aspetta che
arrivi il suo presente
e benevola la storia
non dimentica chi ha dato;
forse io sono ritardata
ma il corpo mi sussurra
centimetri di luna.
IL CORVO :
Miracoli
nel senza-tempo
già scavano la fossa,
rossa squadra di guardiani;
sbava regole sul muro
bianca dama illuminata,
il tuo seno è carta-pesta.
Non colpisce la freccia al centro
del sacro cuore d'alabastro,
Gesù si spezza i denti
cercando di volare;
non dimenticarti
di me sorella, torneremo
insieme a scuola.
LA DAMA:
Ricevo conferma
delle mie tribolazioni,
la voraginie si spalanca
e non riesco a ragionare;
ogni cosa che scrivo
acquista un senso,
è la logica di tutto questo.
Certo devo stare attenta
e non precipitare
quando la voragine si apre;
io fiammella equilibrata;
nonostante il grande caos
l'arte si vende a peso d'oro,
prova corvo!! prova!!
IL CORVO:
Certo che provo,
naturalmente,
il mio sogno è proverbiale,
dovrò stare molto attento;
scintilla il calice dei corpi
accecando la materia,
ogni legge ha un senso.
L'incantatore preme
per varcare quella soglia,
la sua forma pre\natale
offre soluzioni alla memoria;
sappi dunque bella\donna
che il cosmo è molto grande....
Ospita anche me.
FINE PRIMO ATTO
Sipario, luci spente,
voce di un bimbo fuori campo:
Nemis tarea
olti mes rate\ah,
ramnel - t mai rest,
gimnah cale maal;
amnat mist - reh tares,
oimats terak moi,
ritalt seil moss...
Alande mairt ness!!
OM PENSO, SI PENSO, PENSO, VIVO E SONO OM
ELIA NAT BABA AHSRAM
ATTENZIONE, RESPIRO.....
Nei Veda è scritto che il repiro è DIO.
Ed è vero, è un verità espressa in maniera molto sottile.
Il respiro è la tua vita, ed il respiro è anche il ponte
che lega la tua parte incosciente all'inconscio, il corpo e l'anima.
Questo ponte deve essere usato nel modo giusto,
possiamo raggiungere l'altra sponda.
Non avete mai osservato il respiro che cambia
col cambiare delle emozioni?!
Quando sei arrabbiato respiri in un certo modo;
cerca di osservare come respiri quando sei in collera,
prova a respirare in maniera diversa:
Non riuscirai ad arrabbiarti.
Ti puoi arrabbiare solo con una respirazione particolare.
Quando sei innamorato, osserva il tuo respiro:
Il suo ritmo, la sua musica, l'armonia.
Disturba quell'armonia e l'amore svanirà.
Oppure crea quell'armonia e apparirà l'amore.
Se riesci ad essere padrone del tuo respiro
( ed è una scienza profonda )
diventerai padrone delle tue emozioni.
Mentre fai l'amore, osserva come respiri:
Quella respirazione è fondamentalmente legata all'atto sessuale.
Non puoi fare nulla che non sia profondamente collegato al respiro.
Se non cerchi di comprendere e di usare
il tuo sistema respiratorio, non puoi entrare in meditazione.
Il respiro è il ponte che lega
la tua parte cosciente con l'inconscio.
L'inconscio continua a cambiare il ritmo
della tua respirazione, quindi se diventi consapevole
di questo ritmo e dei suoi mutamenti,
puoi aquistare consapevolezza delle tue radici inconsce,
di come opra l'inconscio.....
Di conseguenza, tramite il ritmo della respirazione
si possono conoscere molte cose, anche nel sonno:
Un osservatore può guardare il tuo respiro
e saprà se stai avendo un sogno collerico.
Se fai un sogno erotico lo si può osservare dall'esterno.
Se Osservi il ritmo respiratorio di un Illuminato,
vedrai che è diverso dal tuo......
Quando vi sedete in meditazione
osservate il vostro respiro, osservatelo.
Quando inspirate, rientrate anche voi con il respiro. SEGUITELO!!
Se riuscirete ad osservare il respiro, diventerà profondo,
silenzioso, ritmico; seguendo il respiro
cambierete moltissimo, perchè questa costante
consapevolezza del respiro, vi distaccherà dalla mente!!
L'energia che normalmente accompagna il pensiero
passerà all'osservazione....
QUESTA E' L'ALCHIMIA DELLA MEDITAZIONE:
TRASFORMARE L'ENERGIA
IMPEGNATA NEL PENSIERO IN OSSERVAZIONE.
Come cambiare l'energia
impegnata nel pensiero in osservazione?!
Qui tornano utili gli stratagemmi della meditazione:
Come non pensare e osservare,
come non essere un pensatore ma un testimone.
Osservate il respiro, ogni volta che ve ne dimenticate,
non è un male: ve ne siete dimenticati!!
ma quando ve ne ricordate, riprendete ad osservare. Accadrà.
Piano piano, inizierete ad osservare.
Ed attraverso questa osservazione,
la qualità dell'energia cambierà.
L'osservazione non vi darà spazio per pensare,
sarà un ottimo diversivo..... ( e detersivo )
Usate il respiro come elemento di consapevolezza
sia della vita che della morte.
Quando espirate, l'espirazione
è associata alla morte. Quando inspirate
l'inspirazione è associata alla vita.
Con ogni espirazione morite,
con ogni inspirazione rinascete.
La vita e la morte non sono due cose separate:
sono una cosa sola, e ad ogni istante sono presente entrambe.
Ricordatevi: quando espirate percepite la morte.
Non lasciatevo prendere dal panico,
perchè disturba il respiro; accettatela:
L'espirazione è la morte.
E la morte è bella, è rilassante.
Ogni volta che ti senti rilassato
emetti un ahhhhhhhhh profondo, ed espira.
Rilassati profondamente in questa espirazione.
E quando inspiri, di nuovo senti:
" AHHHH!! La vita sta tornando !! ", sei rinato.
Crea un flusso circolare:
La vita e la morte.
Segui il respiro e siine consapevole.
E' UNA PULIZIA PROFONDA
MUORI CON OGNI ESPIRAZIONE
E CON OGNI INSPIRAZIONE RINASCI......
OM PENSO, SI PENSO, PENSO , VIVO E SONO OM
ELIA NAT BABA ASHRAM
Ed è vero, è un verità espressa in maniera molto sottile.
Il respiro è la tua vita, ed il respiro è anche il ponte
che lega la tua parte incosciente all'inconscio, il corpo e l'anima.
Questo ponte deve essere usato nel modo giusto,
possiamo raggiungere l'altra sponda.
Non avete mai osservato il respiro che cambia
col cambiare delle emozioni?!
Quando sei arrabbiato respiri in un certo modo;
cerca di osservare come respiri quando sei in collera,
prova a respirare in maniera diversa:
Non riuscirai ad arrabbiarti.
Ti puoi arrabbiare solo con una respirazione particolare.
Quando sei innamorato, osserva il tuo respiro:
Il suo ritmo, la sua musica, l'armonia.
Disturba quell'armonia e l'amore svanirà.
Oppure crea quell'armonia e apparirà l'amore.
Se riesci ad essere padrone del tuo respiro
( ed è una scienza profonda )
diventerai padrone delle tue emozioni.
Mentre fai l'amore, osserva come respiri:
Quella respirazione è fondamentalmente legata all'atto sessuale.
Non puoi fare nulla che non sia profondamente collegato al respiro.
Se non cerchi di comprendere e di usare
il tuo sistema respiratorio, non puoi entrare in meditazione.
Il respiro è il ponte che lega
la tua parte cosciente con l'inconscio.
L'inconscio continua a cambiare il ritmo
della tua respirazione, quindi se diventi consapevole
di questo ritmo e dei suoi mutamenti,
puoi aquistare consapevolezza delle tue radici inconsce,
di come opra l'inconscio.....
Di conseguenza, tramite il ritmo della respirazione
si possono conoscere molte cose, anche nel sonno:
Un osservatore può guardare il tuo respiro
e saprà se stai avendo un sogno collerico.
Se fai un sogno erotico lo si può osservare dall'esterno.
Se Osservi il ritmo respiratorio di un Illuminato,
vedrai che è diverso dal tuo......
Quando vi sedete in meditazione
osservate il vostro respiro, osservatelo.
Quando inspirate, rientrate anche voi con il respiro. SEGUITELO!!
Se riuscirete ad osservare il respiro, diventerà profondo,
silenzioso, ritmico; seguendo il respiro
cambierete moltissimo, perchè questa costante
consapevolezza del respiro, vi distaccherà dalla mente!!
L'energia che normalmente accompagna il pensiero
passerà all'osservazione....
QUESTA E' L'ALCHIMIA DELLA MEDITAZIONE:
TRASFORMARE L'ENERGIA
IMPEGNATA NEL PENSIERO IN OSSERVAZIONE.
Come cambiare l'energia
impegnata nel pensiero in osservazione?!
Qui tornano utili gli stratagemmi della meditazione:
Come non pensare e osservare,
come non essere un pensatore ma un testimone.
Osservate il respiro, ogni volta che ve ne dimenticate,
non è un male: ve ne siete dimenticati!!
ma quando ve ne ricordate, riprendete ad osservare. Accadrà.
Piano piano, inizierete ad osservare.
Ed attraverso questa osservazione,
la qualità dell'energia cambierà.
L'osservazione non vi darà spazio per pensare,
sarà un ottimo diversivo..... ( e detersivo )
Usate il respiro come elemento di consapevolezza
sia della vita che della morte.
Quando espirate, l'espirazione
è associata alla morte. Quando inspirate
l'inspirazione è associata alla vita.
Con ogni espirazione morite,
con ogni inspirazione rinascete.
La vita e la morte non sono due cose separate:
sono una cosa sola, e ad ogni istante sono presente entrambe.
Ricordatevi: quando espirate percepite la morte.
Non lasciatevo prendere dal panico,
perchè disturba il respiro; accettatela:
L'espirazione è la morte.
E la morte è bella, è rilassante.
Ogni volta che ti senti rilassato
emetti un ahhhhhhhhh profondo, ed espira.
Rilassati profondamente in questa espirazione.
E quando inspiri, di nuovo senti:
" AHHHH!! La vita sta tornando !! ", sei rinato.
Crea un flusso circolare:
La vita e la morte.
Segui il respiro e siine consapevole.
E' UNA PULIZIA PROFONDA
MUORI CON OGNI ESPIRAZIONE
E CON OGNI INSPIRAZIONE RINASCI......
OM PENSO, SI PENSO, PENSO , VIVO E SONO OM
ELIA NAT BABA ASHRAM
venerdì 3 dicembre 2010
PRATICHIAMO COSI'.....
Serenamente
riconoscendo al Tempo
il Suo ruolo Pacificatore,
e allo Spazio l' Importanza dovuta,
prepariamo al Viaggio all'Interno di Noi.
Infondo siamo Nati solo per Questo,
per Apprendere la Via del ritorno,
una Volta usciti da Quel Ventre
resta costante un solo Desiderio,
quello di Potervi presto far Ritorno!
E si può fare, avvicinandosi tranquillamente,
la fretta è la Nemica più grande del Silenzio,
così ci sediamo e in un Attimo ci riportiamo
all'Origine dei Nostri Giorni,
dove ci pare abbia avuto inizio il Nostro Sè;
gli Occhi sono Chiusi, il respiro entra ed esce
raggiungendoci attraverso il Suono
ed Attraversandoci Completamente,
e riflettiamo su Questo, ovviamente,
che Sarebbero sufficienti Tre o Quattro minuti
senza l'Esercizio Volontario di quest' Atto
così abitudinario da non essere nemmeno Ricordato....
Per Attraversare un Oltre del quale non Sappiamo Nulla.
E riflettiamo si, respirando, le membra sono rilassate,
e capiamo l'Importanza Assoluta del Momento,
vibriamo qui ed Ora nell'Immensa ricchezza di Ciò che Siamo,
solamente sostenuti da Quell'Atto, da quel Ripetersi Continuo
che ci accompagna dall'Inizio del Primo Giorno
quando uscimmo da Quel Ventre e nel quale Segretamente
abbiamo sempre Desiderato Ardentemente di Rientare....
OM PENSO, SI PENSO, PENSO, VIVO E SONO OM
E capiamo, adesso respirando,
che il solo Miracolo possibile è Questo,
ed è in Continua Inarrestabile Replicazione di Sè;
tanto all'Interno quanto all'esterno dell'Involucro che Siamo
Eternamente in Noi si ripete l'Essere Vivente,
in Noi e nell'Altro, da Noi diverso ma a Noi Uguale,
nella Realizzazione Completa del Tutto, Democraticamente....
Senza Giudizio, Violenza o Prevaricazione alcuna
ora Stiamo Solo respirando, ringraziando perciò
quel Primo e Silenzioso Contenitore che ci ha preparato,
e che portandoci nel Mondo ci ha Detto:
Andate Adesso, ma Io vi Aspetto, non Temete,
di Nuovo Tornerete nel Mio Tempio, e con Me riposerete :
OM PENSO, SI PENSO, PENSO, VIVO E SONO OM
E Respiriamo Ecco, ora Fuori, ora Dentro,
gli occhi chiusi e la presenza del Battito Costante,
del Ritmo Interminabile dei Tempi,
Consapevoli che Ora, insieme a Noi,
la Moltidudine dei Nostri Fratelli
ci sta Condividendo, non Siamo Soli Mai !
Non Siamo Soli Mai! Non Siamo Soli Mai !
ELIA NAT BABA ASHRAM
riconoscendo al Tempo
il Suo ruolo Pacificatore,
e allo Spazio l' Importanza dovuta,
prepariamo al Viaggio all'Interno di Noi.
Infondo siamo Nati solo per Questo,
per Apprendere la Via del ritorno,
una Volta usciti da Quel Ventre
resta costante un solo Desiderio,
quello di Potervi presto far Ritorno!
E si può fare, avvicinandosi tranquillamente,
la fretta è la Nemica più grande del Silenzio,
così ci sediamo e in un Attimo ci riportiamo
all'Origine dei Nostri Giorni,
dove ci pare abbia avuto inizio il Nostro Sè;
gli Occhi sono Chiusi, il respiro entra ed esce
raggiungendoci attraverso il Suono
ed Attraversandoci Completamente,
e riflettiamo su Questo, ovviamente,
che Sarebbero sufficienti Tre o Quattro minuti
senza l'Esercizio Volontario di quest' Atto
così abitudinario da non essere nemmeno Ricordato....
Per Attraversare un Oltre del quale non Sappiamo Nulla.
E riflettiamo si, respirando, le membra sono rilassate,
e capiamo l'Importanza Assoluta del Momento,
vibriamo qui ed Ora nell'Immensa ricchezza di Ciò che Siamo,
solamente sostenuti da Quell'Atto, da quel Ripetersi Continuo
che ci accompagna dall'Inizio del Primo Giorno
quando uscimmo da Quel Ventre e nel quale Segretamente
abbiamo sempre Desiderato Ardentemente di Rientare....
OM PENSO, SI PENSO, PENSO, VIVO E SONO OM
E capiamo, adesso respirando,
che il solo Miracolo possibile è Questo,
ed è in Continua Inarrestabile Replicazione di Sè;
tanto all'Interno quanto all'esterno dell'Involucro che Siamo
Eternamente in Noi si ripete l'Essere Vivente,
in Noi e nell'Altro, da Noi diverso ma a Noi Uguale,
nella Realizzazione Completa del Tutto, Democraticamente....
Senza Giudizio, Violenza o Prevaricazione alcuna
ora Stiamo Solo respirando, ringraziando perciò
quel Primo e Silenzioso Contenitore che ci ha preparato,
e che portandoci nel Mondo ci ha Detto:
Andate Adesso, ma Io vi Aspetto, non Temete,
di Nuovo Tornerete nel Mio Tempio, e con Me riposerete :
OM PENSO, SI PENSO, PENSO, VIVO E SONO OM
E Respiriamo Ecco, ora Fuori, ora Dentro,
gli occhi chiusi e la presenza del Battito Costante,
del Ritmo Interminabile dei Tempi,
Consapevoli che Ora, insieme a Noi,
la Moltidudine dei Nostri Fratelli
ci sta Condividendo, non Siamo Soli Mai !
Non Siamo Soli Mai! Non Siamo Soli Mai !
ELIA NAT BABA ASHRAM
lunedì 29 novembre 2010
QUANDO IL BAMBINO ERA BAMBINO....
Quando il Bambino era Bambino,
cioè quando l'Umanità emetteva
i Suoi primi laceranti vagiti,
l'Abitante era molto vicino
al Ventre stesso della Terra,
ed in costante atteggiamento Devozionale
da Lei riceveva il giusto necessario,
Coscienza e Conoscenza procedevano abbracciate....
La Natura avvertita chiaramente come UNA
operava senza fretta, in accordo con l' Evoluzione,
attribuendo ad Ogni Creatura il proprio ruolo,
riconoscendo ad ognuno il Suo Talento;
avveniva così che l' Io tendenzialmente più dotato
alla pratica Introspettiva, all'interno delle piccole Comunità ,
svolgeva armoniosamente il compito di Guida,
e gli altri membri del gruppo lo sollevavano
dall'incombenza primaria, per permettergli
di poter utilizzare al meglio il proprio Tempo
nell' approfondimento della Ricerca su di Sè,
nella Sperimentazione Alchemica Attiva,
non vi era pertanto alcun Intermediario
tra il Sapere e il Suo Utilizzo, ciò che " Lo Sciamano "
scopriva attraversandosi, investiva direttamente i Suoi Fratelli,
ed in questo agire privo di Giudizio i Terrestri erano Dei,
dunque liberi ,momento dopo momento,
di Crescere nel proprio Ambiente senza contraddizione,
non vi era forzatura alcuna, alcun senso del Nascosto,
nel Tutto-Uno l'Uno - Tutto risiedeva,
Dio Stesso viveva in Dio e non fuori di Esso....
E ciascuno di Noi, oggi sa,
d'appartenere a quella Stirpe,
poichè seguendo il filo della Ragione,
( la Stessa ragione che ha portato fuori
il Bambino da Se Stesso, trasformandolo in Alieno )
non può che riconoscere la Fratellanza Universale;
è inevitabile che il Pensiero conduca alla Verità,
la quale ora come allora opera nell'Evoluzione,
ed ora come allora ha conservato intatto il Potere
di rendere Libera la Personalità;
certo, tanto nella Forma quanto nella Sostanza
l' Adulto non è più il Bambino, ed è giusto così,
ed è solo in Virtù della Buona Volontà
quale Strumento Accessibile a Tutti,
che l'Umanità ha ancora in Mano
gli Invariabile principi dell'Arte che lo Affrancherà,
allontanandolo dai devastanti effetti sulla MADRE
che il " Suo " crescere ha prodotto.... Ma come ?!
Come fare per Indirizzare Consapevolmente l'Io alla Rinuncia?!
Come far si che sia intrapresa la Via del ritorno a Casa?!
Già, è proprio in questa domanda che la " Mistica " si muove,
come stimolare l'Individuo all'Inversione di marcia,
come renderlo consapevole della Fine del Viaggio,
come invitarlo all'Ascolto, al Riconoscimento e alla Raccolta,
come fargli intendere il " Basta " definitivo:
Uomini e Donne, basta Così !!
Non occorre andare Oltre,
ci si può e ci si deve fermare,
è giunta l'Ora del Silenzio, del Piacere, dell'Amore,
è giunta l'ora di voltare le spalle al futuro, si,
è giunta l'ora di ACCONTENTARSI finalmente!!!
Questo è il Momento della Meditazione,
della Riunificazione Armoniosa,
dell'Immediato Alt!! Del Cessate il Fuoco !!!
Chi ha Tempo non aspetti Tempo,
facciamolo Insieme Adesso, vi prego
TORNIAMO TUTTI A CASA.....
ELIA NAT BABA ASHRAM
cioè quando l'Umanità emetteva
i Suoi primi laceranti vagiti,
l'Abitante era molto vicino
al Ventre stesso della Terra,
ed in costante atteggiamento Devozionale
da Lei riceveva il giusto necessario,
Coscienza e Conoscenza procedevano abbracciate....
La Natura avvertita chiaramente come UNA
operava senza fretta, in accordo con l' Evoluzione,
attribuendo ad Ogni Creatura il proprio ruolo,
riconoscendo ad ognuno il Suo Talento;
avveniva così che l' Io tendenzialmente più dotato
alla pratica Introspettiva, all'interno delle piccole Comunità ,
svolgeva armoniosamente il compito di Guida,
e gli altri membri del gruppo lo sollevavano
dall'incombenza primaria, per permettergli
di poter utilizzare al meglio il proprio Tempo
nell' approfondimento della Ricerca su di Sè,
nella Sperimentazione Alchemica Attiva,
non vi era pertanto alcun Intermediario
tra il Sapere e il Suo Utilizzo, ciò che " Lo Sciamano "
scopriva attraversandosi, investiva direttamente i Suoi Fratelli,
ed in questo agire privo di Giudizio i Terrestri erano Dei,
dunque liberi ,momento dopo momento,
di Crescere nel proprio Ambiente senza contraddizione,
non vi era forzatura alcuna, alcun senso del Nascosto,
nel Tutto-Uno l'Uno - Tutto risiedeva,
Dio Stesso viveva in Dio e non fuori di Esso....
E ciascuno di Noi, oggi sa,
d'appartenere a quella Stirpe,
poichè seguendo il filo della Ragione,
( la Stessa ragione che ha portato fuori
il Bambino da Se Stesso, trasformandolo in Alieno )
non può che riconoscere la Fratellanza Universale;
è inevitabile che il Pensiero conduca alla Verità,
la quale ora come allora opera nell'Evoluzione,
ed ora come allora ha conservato intatto il Potere
di rendere Libera la Personalità;
certo, tanto nella Forma quanto nella Sostanza
l' Adulto non è più il Bambino, ed è giusto così,
ed è solo in Virtù della Buona Volontà
quale Strumento Accessibile a Tutti,
che l'Umanità ha ancora in Mano
gli Invariabile principi dell'Arte che lo Affrancherà,
allontanandolo dai devastanti effetti sulla MADRE
che il " Suo " crescere ha prodotto.... Ma come ?!
Come fare per Indirizzare Consapevolmente l'Io alla Rinuncia?!
Come far si che sia intrapresa la Via del ritorno a Casa?!
Già, è proprio in questa domanda che la " Mistica " si muove,
come stimolare l'Individuo all'Inversione di marcia,
come renderlo consapevole della Fine del Viaggio,
come invitarlo all'Ascolto, al Riconoscimento e alla Raccolta,
come fargli intendere il " Basta " definitivo:
Uomini e Donne, basta Così !!
Non occorre andare Oltre,
ci si può e ci si deve fermare,
è giunta l'Ora del Silenzio, del Piacere, dell'Amore,
è giunta l'ora di voltare le spalle al futuro, si,
è giunta l'ora di ACCONTENTARSI finalmente!!!
Questo è il Momento della Meditazione,
della Riunificazione Armoniosa,
dell'Immediato Alt!! Del Cessate il Fuoco !!!
Chi ha Tempo non aspetti Tempo,
facciamolo Insieme Adesso, vi prego
TORNIAMO TUTTI A CASA.....
ELIA NAT BABA ASHRAM
domenica 28 novembre 2010
LE CINQUE REGOLE D' ORO
PROLOGO
L'Osservazione della " Donna ",
estrema particella di un Ordine atteso,
certamente produce ( dato che lo Spirito è Suo )
Energia Propositiva, Maremoti e Civiltà.
Caro lettori, selezioni invase dal non-senso,
l'Iniziazione Contempla Cinque Regole d' Oro !
L' astro nascente del prossimo " IO ",
riverbero astratto di moltissime Ere,
concentra l' Attimo nei Cuori, Evidenzia;
dall' Essere Umano, Sede Autorizzata,
deve Nacere il Momento, una Direzione.
L' inestinguibile Meta, baratro capiente,
strutturando l' Arte decodifica, Ama,
rende Mistica la Testa.
Prima Regola d' Oro.
Catapultare schiere di Bontà
al di là della Ragione, significa Contattare
l' Autore delle Speci; solamente Amando
l' indicatore Umano, è possibile Morire.
Colui che dipinge i limiti del Corpo,
cioè Colui che annuncia la Vittoria,
deve concedersi all' Amore;
immergendosi nell'Altro,
dato che il Tempo è senza Tempo,
l' Aspirazione ci permette di Restare.
Capite?! Occorre Vivere Davvero !!
E già, fantasticando " Sue " notizie
il Viandante Opera Visioni;
Realizza e non Ferisce.
Seconda Regola d'Oro.
Reagendo con Vigore all'Ingiustizia
il Compagno dei sistemi annulla
tentazioni e assurdità;
esalando Anime Perdute
Egli Rianima, Conforta, Risolve.
Offrire Altari in pasto all' Uomo
o loculi alla carne, è la Sua limitazione;
dato che la Forma è in ogni Luogo
è inutile Crecare ! E' inutile.
E' inutile che il Santo esprima
funzioni criptiche e slealtà;
da quando il Cuore ha esteso
le proprie convinzioni
la Favola è Una Sola.
Terza Regola d' Oro.
Stupide scelte e mercanti strani
non devono mai interferire;
il Sincero Esistere dei Corpi
è il " Respiro d' altre vite "....Capite?!
Fusioni calcolate percorrono la Storia,
Maestri d'Arte, fenomeni, Realtà!
L'Iniziato aspira al Verbo,
cerca l' Uno nelle Parti; è importante.
Attratto dai tesori Egli deve rinunciare.
Se viene disturbato Egli Perdona.
Certo, avete capito bene,
l' Iniziato deve ( nonostante il cielo )
dedicarsi alla Magia.
Quarta Regola d'Oro.
Lavorando tranquillamente,
cavalcando regole e strutture,
il Ricercatore, poliedrica Anima pensante,
conclude l' Eperienza, s' Innamora;
visibilmente allucinato
rivolgendosi al Mostro conferma
l' esistere di Dio, con Lui si rotola nel Mondo.
veramente scosso dalla Vita,
attratto dai Pensieri e dalle Cose,
Egli moltiplica l' Affetto, rende unica la Croce;
solamente Amando " Attività Extra-Sensoriali ",
( Miracolosa Crescita dei Frutti )
oggi è possibile Pregare.
Quinta Regola d'Oro.
Attenzione e Respiro; ecco la Mia Via.
Carezze, Comunioni Alternative;
leggerezza, voglie stupide e preziose.
Nucleo privato sempre-verde, Anima Migliore;
codice Nuovo, Pietà non Dolorosa !!
Attenzione e Respiro, ecco la Mia Via.
Scoperchiando Spiriti e devastando le Città,
praticando alberi, tentacoli e follia,
incontererte l' Essere Vivente;
ascoltate Amici Cari, ascolate bene:
Tra sussurri delicati e iridi di vento
finalmente s'ode quel richiamo: IL SILENZIO.
EPILOGO
Alas te - a - ate, umas rei;
umas era atenoi'm saled ramat.
Ea, aeah't ales rah, tenor m'ut;
elaret iat! Elaret!
maes va erama vale, incat,
timor st' Oris rista meh;
gika sealt avar, vares - te.....
Eos tiah - ta ! Eos tiah !
Manus, Manus ceemal; Manus.
Sat estah Natrea lis;
eim, Eva, aster mah,
natras uval, tae a - teal :
Sienti taire, mundar,
Atnor He Astar.
ELIA NAT BABA ASHRAM
L'Osservazione della " Donna ",
estrema particella di un Ordine atteso,
certamente produce ( dato che lo Spirito è Suo )
Energia Propositiva, Maremoti e Civiltà.
Caro lettori, selezioni invase dal non-senso,
l'Iniziazione Contempla Cinque Regole d' Oro !
L' astro nascente del prossimo " IO ",
riverbero astratto di moltissime Ere,
concentra l' Attimo nei Cuori, Evidenzia;
dall' Essere Umano, Sede Autorizzata,
deve Nacere il Momento, una Direzione.
L' inestinguibile Meta, baratro capiente,
strutturando l' Arte decodifica, Ama,
rende Mistica la Testa.
Prima Regola d' Oro.
Catapultare schiere di Bontà
al di là della Ragione, significa Contattare
l' Autore delle Speci; solamente Amando
l' indicatore Umano, è possibile Morire.
Colui che dipinge i limiti del Corpo,
cioè Colui che annuncia la Vittoria,
deve concedersi all' Amore;
immergendosi nell'Altro,
dato che il Tempo è senza Tempo,
l' Aspirazione ci permette di Restare.
Capite?! Occorre Vivere Davvero !!
E già, fantasticando " Sue " notizie
il Viandante Opera Visioni;
Realizza e non Ferisce.
Seconda Regola d'Oro.
Reagendo con Vigore all'Ingiustizia
il Compagno dei sistemi annulla
tentazioni e assurdità;
esalando Anime Perdute
Egli Rianima, Conforta, Risolve.
Offrire Altari in pasto all' Uomo
o loculi alla carne, è la Sua limitazione;
dato che la Forma è in ogni Luogo
è inutile Crecare ! E' inutile.
E' inutile che il Santo esprima
funzioni criptiche e slealtà;
da quando il Cuore ha esteso
le proprie convinzioni
la Favola è Una Sola.
Terza Regola d' Oro.
Stupide scelte e mercanti strani
non devono mai interferire;
il Sincero Esistere dei Corpi
è il " Respiro d' altre vite "....Capite?!
Fusioni calcolate percorrono la Storia,
Maestri d'Arte, fenomeni, Realtà!
L'Iniziato aspira al Verbo,
cerca l' Uno nelle Parti; è importante.
Attratto dai tesori Egli deve rinunciare.
Se viene disturbato Egli Perdona.
Certo, avete capito bene,
l' Iniziato deve ( nonostante il cielo )
dedicarsi alla Magia.
Quarta Regola d'Oro.
Lavorando tranquillamente,
cavalcando regole e strutture,
il Ricercatore, poliedrica Anima pensante,
conclude l' Eperienza, s' Innamora;
visibilmente allucinato
rivolgendosi al Mostro conferma
l' esistere di Dio, con Lui si rotola nel Mondo.
veramente scosso dalla Vita,
attratto dai Pensieri e dalle Cose,
Egli moltiplica l' Affetto, rende unica la Croce;
solamente Amando " Attività Extra-Sensoriali ",
( Miracolosa Crescita dei Frutti )
oggi è possibile Pregare.
Quinta Regola d'Oro.
Attenzione e Respiro; ecco la Mia Via.
Carezze, Comunioni Alternative;
leggerezza, voglie stupide e preziose.
Nucleo privato sempre-verde, Anima Migliore;
codice Nuovo, Pietà non Dolorosa !!
Attenzione e Respiro, ecco la Mia Via.
Scoperchiando Spiriti e devastando le Città,
praticando alberi, tentacoli e follia,
incontererte l' Essere Vivente;
ascoltate Amici Cari, ascolate bene:
Tra sussurri delicati e iridi di vento
finalmente s'ode quel richiamo: IL SILENZIO.
EPILOGO
Alas te - a - ate, umas rei;
umas era atenoi'm saled ramat.
Ea, aeah't ales rah, tenor m'ut;
elaret iat! Elaret!
maes va erama vale, incat,
timor st' Oris rista meh;
gika sealt avar, vares - te.....
Eos tiah - ta ! Eos tiah !
Manus, Manus ceemal; Manus.
Sat estah Natrea lis;
eim, Eva, aster mah,
natras uval, tae a - teal :
Sienti taire, mundar,
Atnor He Astar.
ELIA NAT BABA ASHRAM
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